“The best of” dei proletari escursionisti in 19 più uno capitoli.

L’Antologia apeina è un triplo concentrato della produzione storica (1921–1926) del consorzio di alpinismo ed escursionismo popolare.

Ambiente montano, pedagogia, sci, arrampicata…il volumetto è autoprodotto e liberamente scaricabile dal sito AMONTE.INFO, se volete stamparne delle copie per distribuzione a titolo gratuito sarò felice di inviarvi via mail il file di stampa.

Segue la breve introduzione all’opuscolo.

Nel 1919, la nascita dell’Associazione Antialcoolica Proletari Escursionisti, segna, in seno al panorama alpinistico del primo dopoguerra, un importante momento di rottura. Archiviato l’apparato identitario nazionalista e patriottardo delle precedenti iniziative (che sin qui aveva trovato asilo anche nelle organizzazioni d’ispirazione classista), l’APE mette radici ad Alessandria, Milano e Lecco, con un programma semplice e inequivocabile: alzare la bandiera della lotta all’alcoolismo, riscattare lo sport come momento di socializzazione libera e salutare, rivendicare con orgoglio la sua matrice socialista.
Nel 1921, a due anni dalla formulazione dell’appello per la costituzione della federazione, viene convocato il primo Congresso nazionale della società e viene aperto una Rivista mensile per gli associati che giungeranno in breve tempo ad essere oltre tremila. Il “primo tempo” dell’APE, che a più riprese risorgerà come fenice per giungere sino ai giorni nostri, si concluderà per mano fascista solo cinque anni più tardi, con la promulgazione delle leggi fascistissime e il conseguente scioglimento forzato dell’Associazione nella primavera del ‘26.

Questa antologia di testi si propone il compito di rievocare lo stile, le campagne, l’attività dell’APE “storica”, attraverso una selezione di articoli tratti proprio dalla Rivista Mensile negli anni compresi tra il 1921 e il 1926. Sono per la precisione diciannove i temi che ho selezionato e riproposto in ordine alfabetico per raccontare l’impegno “apeino” del tempo con la voce dei protagonisti.
L’alcoolismo anzitutto, diffusa piaga sociale oltre che distrazione dall’impegno familiare e politico, è stigmatizzato di volta in volta con lezioni e dialoghi, all’interno di un dibattito dai toni moderni su proibizione di stato e propaganda, astensione e riduzione del danno. Dunque l’ambiente montano, descritto in funzione pedagogica nelle sue caratteristiche fisiche e flori-faunistiche. Sempre in funzione pedagogica sono le rubriche su salute, cultura e cura di sé. L’andare in montagna è invece narrato attraverso le rubriche “scalate veriginose” e “rocciatori” per quanto concerne l’arrampicata e con i resoconti di gite ciclistiche, escursioni delle sezioni, tendopoli, sci e alpinismo a offrire suggestioni ogni numero della Rivista.
La vocazione più politica del consorzio emerge negli atti e nei “motti” che corredano il bollettino mensile, così come nelle campagne in materia di riduzioni ferroviarie e sport proletario per il socialismo e l’internazionalismo cosmopolita.

L’idea di curare quest’antologia è nato nelle settimane di chiusura del libro Sentieri proletari — breve storia dell’Associazione Proletari Escursionisti (Mursia editore, 2015). Sentivo il bisogno di “far parlare” i protagonisti ma anche il timore d’interrompere continuamente la narrazione con continue incursioni nel passato. Di capitolo in capitolo, la trama dell’iniziativa apeina è qui riproposta senza filtro. L’arcaicità di linguaggio e sintassi, la passione che sgorga dalle pagine dell’unica rivista di montagna “scritta e diretta da operai”, l’ostinata ricerca del risvolto sociale e collettivo dell’alpinismo, accompagneranno il lettore in un’escursione nei temi e nelle atmosfere dell’alveare apeino.

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