Cinque cerchi, cinque voci

Breve brano per il libro La bolla olimpica (Silvio La Corte, Mimesis, 2020)

Nel primo anno di avvicinamento ai XXV giochi olimpici invernali, la cabina di regia istituzionale ha individuato il CEO, varato la fondazione per gestire l’evento, promosso la legge olimpiadi con relative fideiussioni e individuato gli impianti da progettare o ammodernare. Dopo le celebrazioni di Losanna il disegno di Milano-Cortina 2026 si è fatto via via meno clamoroso, in parte per via dei duemila giorni che ci separano dall’appuntamento, certamente per la comodità di imprimere una cartolina univoca e festante di questa stagione di warm-up.
Sin dall’ufficializzazione della candidatura (ottobre 2018) diverse voci si sono levate per mettere in dubbio l’attualità, la sostenibilità e l’interesse di giochi disseminati lungo ben quattrocento chilometri di arco alpino. Tra queste voci, provenienti dal mondo dell’attivismo, delle professioni, della cura del territorio montano, della cultura e delle scienze, l’autore del libro ne ha selezionate cinque.

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