Aria: prendiamo le misure, non le distanze.

Caldaie, motori a scoppio e industria sono le cause prevalenti della concentrazione di microparticolato nell’aria che respiriamo. La verifica e la comunicazione della qualità dell’aria sono state sino ad oggi appannaggio rispettivamente di enti pubblici e media. Che sia giunto il tempo di ritirare la delega in bianco?

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